L’Italia è universalmente celebre per il suo immenso patrimonio artistico e naturale, ma esiste un’altra bellezza, altrettanto straordinaria, che merita di essere raccontata: quella della sua cultura produttiva. Luoghi del lavoro, musei d’impresa, archivi aziendali, fabbriche aperte e siti di archeologia industriale compongono una ricchezza diffusa che, fino ad oggi, è rimasta spesso frammentata e priva di un coordinamento su scala nazionale.
Per superare questa parcellizzazione è stato siglato l’8 maggio 2026, il Protocollo d’Intesa per l’avvio della Rete Nazionale del Turismo Industriale Italiano. Il documento è stato redatto dal gruppo di lavoro costituito nell’ambito dell’incontro tenutosi il 26 febbraio 2026 in occasione della BTM a Bari (vedi articolo delle News del 2 marzo 2026) per unire le forze e trasformare l’orgoglio manifatturiero del Made in Italy in un’esperienza turistica strutturata, accessibile e di altissima qualità.
L’idea è di costituire una Rete che non vuole essere una mera piattaforma promozionale. Si propone invece come un ecosistema operativo capace di far dialogare soggetti pubblici e privati: dalle imprese attive ai distretti industriali, fino alle università e ai tour operator. L’obiettivo strategico è duplice:
- Valorizzare i territori meno conosciuti, offrendo ai visitatori la possibilità di comprendere l’identità profonda dei luoghi attraverso le loro produzioni storiche e contemporanee.
- Rappresentare un’alternativa sostenibile all’overtourism, distribuendo i flussi turistici al di fuori delle rotte più congestionate.
Il progetto poggia su solide basi, integrando realtà e reti già consolidate come l’AIPAI, la rete europea ERIH, Museimpresa, l’Associazione Marchi storici d’Italia e la Borsa del Turismo Industriale (BTI) di Bologna.
Per passare dalle parole ai fatti, il Protocollo prevede linee d’azione molto concrete. Tra i primi passi operativi figurano l’adozione di un modello di governance leggero e flessibile, l’avvio di una mappatura nazionale sistematica per censire l’offerta esistente e l’attivazione di un canale di dialogo continuo con il Ministero del Turismo e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Inoltre, l’efficacia delle iniziative verrà misurata attraverso precisi indicatori di performance (KPI), capaci di valutare l’impatto economico, sociale e reputazionale sui territori coinvolti.
Il debutto ufficiale e pubblico della Rete è già fissato in calendario. Tutti i soggetti aderenti e i membri del nucleo promotore si ritroveranno a Bologna il 30 settembre 2026, in occasione della prossima edizione della Borsa del Turismo Industriale (BTI). Sarà proprio in quella sede che verrà discussa e approvata la roadmap strategica con le azioni, le responsabilità e le scadenze per lo sviluppo del comparto a breve e medio periodo.
Il turismo industriale italiano è pronto a fare sistema, invitando i viaggiatori di tutto il mondo non solo a visitare l’Italia, ma a comprenderla attraverso il valore unico del suo saper fare.
