La Borsa del Turismo Industriale (BTI) di Bologna nata nel 2017, si è affermata come il punto di riferimento nazionale per un settore in fortissima crescita: il viaggio alla scoperta del patrimonio manifatturiero e tecnologico italiano.
L’evento, che attira ogni anno centinaia di operatori turistici, aziende e istituzioni, mira a trasformare le fabbriche storiche e i siti produttivi in vere e proprie destinazioni culturali.
Bologna e la regione Emilia-Romagna rappresentano la cornice ideale per questa manifestazione, grazie alla presenza della celebre Motor Valley e della Data Valley. Durante la Borsa, il focus principale è sui workshop B2B, dove i tour operator internazionali incontrano le imprese italiane che hanno aperto i propri musei aziendali o attivato visite guidate nei reparti produttivi.
Il turismo industriale è la narrazione del “saper fare” contemporaneo, un potente strumento di marketing territoriale. Quando un’azienda (come Ferrari, Ducati o Parmigiano Reggiano) apre le porte dei propri stabilimenti o del proprio museo aziendale, non lo fa per vendere un biglietto d’ingresso. Lo fa per mostrare la propria storia, la qualità del lavoro e la passione che c’è dietro il prodotto. Chi visita quelle fabbriche si trasforma da semplice consumatore ad ambasciatore del marchio, aumentando enormemente la notorietà e la reputazione positiva dell’azienda nel mondo.
Tra i temi chiave affrontati nei convegni spiccano la digitalizzazione dei percorsi museali, la sostenibilità delle storiche aree industriali dismesse e il coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso il turismo scolastico.
In sintesi, la BTI di Bologna dimostra come la cultura d’impresa possa diventare un volano economico strategico, capace di diversificare l’offerta turistica italiana oltre le tradizionali mete d’arte.
Nell’Ottava edizione che si terrà il 30 settembre 2026 tante saranno le novità, una su tutte l’ingresso del Veneto nella rete BTI già attiva su Emilia-Romagna, Marche e Piemonte e un dialogo avviato con Puglia e Toscana.
